DIARIO nasce dentro Oscillazioni, a partire da frammenti di opere, micro-partiture, gesti, dettagli che continuavano a risuonare oltre il tempo della scena. Frammenti video ripresi con la camera a mano, instabili e provvisori, attraversati tanto dalla presenza di chi agisce quanto da quella di chi osserva. Non documenti neutri, ma tracce vive. Da quelle tracce sono emerse analisi, testimonianze, associazioni visive, scritture, memorie, archivi e nuove domande.
Fin dall’inizio, DIARIO non è stato concepito come uno spazio di documentazione, ma come una zona autoriflessiva e dialogica, un’estensione delle pratiche che hanno abitato Teatri di Vetro. Un luogo in cui la relazione tra artisti, curatela, spettatori, studiosi potesse proseguire oltre l’evento performativo e continuare a produrre senso, pensiero e immaginazione.
Nel tempo DIARIO ha ampliato il proprio campo d’azione.
Pur mantenendo la propria matrice originaria e l’osservazione ravvicinata della scena, è diventato progressivamente un deposito di pratiche, un archivio in movimento, uno spazio di raccolta e condivisione dei saperi generati dall’incontro con le arti performative. Ospita riflessioni, diari di processo, materiali preparatori, protocolli di lavoro, conversazioni, immagini,suoni, contributi critici e poetici, restituendo non soltanto ciò che accade sulla scena, ma anche ciò che la precede, la accompagna e continua ad agire dopo di essa.
DIARIO attraversa oggi trasversalmente le attività di Teatri di Vetro. Accompagna processi creativi, cantieri, pratiche partecipative, seminari, percorsi di ricerca e pubblicazioni. Raccoglie tracce di ciò che viene elaborato nei luoghi della creazione e del pensiero, custodendo non solo le forme compiute, ma anche intuizioni, tentativi, deviazioni e materiali incompiuti.
Resta però fedele alla propria domanda originaria: come sostare abbastanza a lungo vicino a un gesto, a un’immagine, a una pratica, affinché possano rivelare ciò che normalmente sfugge?
VADEMECUM DI NAVIGAZIONE
Puoi attraversare DIARIO in molti modi.
DIARIO non propone un percorso lineare. Funziona piuttosto come una costellazione di tracce, una mappa aperta che mette in relazione pratiche e pensiero, memoria e presente, scena e vita.
Puoi contribuire a DIARIO proponendo un testo, una riflessione, un’immagine, un materiale di ricerca o una pratica da condividere. >>> scrivici qui
DIARIO è realizzato grazie al bando TOCC – Transizione digitale organismi culturali e creativi del Ministero della Cultura (Direzione Generale Creatività Contemporanea)
