PROGRAMMA

TEATRI DI VETRO

UNA “EDIZIONE” CHE SI COSTRUISCE FACENDO
Teatri di Vetro.
Vent’anni di pratiche e di pensiero che oggi si manifestano non come un festival ma come un organismo in movimento. Non una forma preordinata, ma una costellazione di processi che prendono consistenza attraversandoli.

Composizioni, Trasmissioni, ZOLLA, Oscillazioni e DIARIO.
Sono i piani operativi di un unico organismo che continua a interrogare le pratiche artistiche contemporanee e le loro trasformazioni: la creazione, la ricerca, la trasmissione, la relazione con i territori e le comunità, le forme della visione. Una strategia operativa: delimitare perimetri per poter attraversare la complessità. Non compartimenti separati, ma strumenti per osservare da prospettive differenti. Piani che si definiscono nell’atto stesso di essere attraversati.

Una mappa che guarda al rapporto tra corpo e immagine in movimento; che indaga il potenziale generativo delle pratiche partecipative e della relazione tra arte e territorio; che interroga i processi di trasmissione, studio e costruzione di metodologie a partire dalle pratiche di creazione artistica; che smargina la coreografia attraverso l’azione del paesaggio. E che raccoglie tracce, materiali e riflessioni, rendendo visibili processi che altrimenti resterebbero sommersi.

              composizioni, partecipazione come campo di ricerca

Composizioni costruisce uno spazio in cui arte, territorio e comunità si incontrano e si trasformano reciprocamente. Non una rassegna di eventi, ma un insieme di processi che attraversano il tempo, coinvolgono cittadini, artisti, studenti, bambini, anziani e comunità interculturali, facendo della partecipazione una pratica artistica e della relazione una materia di creazione.

Questa edizione riunisce cinque progetti che abitano le soglie tra scena e vita: un atlante poetico dei muri di Ostia, una compagnia temporanea di bambini e anziani, un cantiere dedicato alla figura di Forugh Farrokhzad e alle esperienze di migrazione e appartenenza, una danza collettiva che interroga il concetto di tradizione e una ricerca sul paesaggio del lungomare come dispositivo di visione e ascolto. Composizioni continua a interrogare e interrogarci: può una comunità diventare il luogo generativo dell’arte?

              trasmissioni, dieci anni di pratiche, eredità e corpi in relazione

Quest’anno Trasmissioni compie dieci anni. Nata nel 2017 ha dedicato il proprio lavoro all’osservazione delle metodologie di trasmissione delle pratiche corporee e coreografiche, interrogando il modo in cui un sapere passa da un corpo all’altro e, nel passaggio, si trasforma.
Trasmettere non significa conservare. Significa modificare, riscrivere, rimettere in movimento. Ogni pratica, nel momento in cui viene condivisa, entra in relazione con altre esperienze, altri immaginari, altri contesti.

A dieci anni dalla sua nascita, Trasmissioni amplia il proprio campo di indagine. Accanto ai percorsi specifici degli artisti, emergono spazi condivisi di attraversamento e confronto tra pratiche, metodologie e visioni. Un laboratorio di ricerca in cui la trasmissione non riguarda soltanto il passaggio di un sapere, ma la possibilità di generare nuove relazioni, nuove domande e nuove forme di conoscenza.

Arriverà poi ZOLLA e approderemo infine a un RADUNO che avrà l’anima di Oscillazioni.

Anche questo testo farà parte del processo.

Si modificherà nel tempo, seguendo l’andatura dei progetti, raccogliendo tracce, annotazioni, questioni emerse lungo il percorso. Non un editoriale, dunque, ma un dispositivo di orientamento: una bacheca che prova a mantenere visibile ciò che accade mentre accade.