La tavola rotonda conclusiva di Trasmissioni 2026 rappresenta uno spazio di restituzione e, al tempo stesso, una prosecuzione del lavoro svolto durante l’intera settimana di residenza.
Se le aperture pubbliche permettono di osservare i processi nel loro manifestarsi attraverso processi aperti, pratiche, dispositivi e materiali performativi, questo “prendere parola” vuole riportare l’attenzione sul terreno che li ha resi possibili: le metodologie, le relazioni, le domande e le trasformazioni generate dall’esperienza condivisa.
Tutti e tutte sono invitati a confrontarsi non soltanto sugli esiti emersi, ma sul modo in cui le pratiche si sono trasmesse, modificate e contaminate reciprocamente durante il percorso.
Una tavola rotonda, una disposizione collettiva alla riflessione. Al centro la nozione di trasmissione. Non come passaggio lineare di un sapere già dato, ma come spazio liminale in cui ogni pratica si modifica attraverso il proprio incontro con l’altro.
Nel decennale del progetto, questo momento assume inoltre un significato particolare: interrogare l’eredità di Trasmissioni non come memoria da conservare ma come patrimonio vivo di pratiche, metodologie e relazioni ancora capaci di produrre conoscenza, immaginazione e futuro.
Più che un bilancio finale, l’incontro vuole essere un’apertura: un’occasione per rendere visibile il pensiero generato dall’esperienza condivisa e lasciare emergere le domande che ci accompagneranno nei prossimi attraversamenti.
Biografia
Il progetto è realizzato grazie al sostegno dell’ATCL




