08/05/2026
Mobili geografie di un cuore che si sposta, raggiunge parti altre, si fa parte, e a volte da parte.
Espansione di confini, non più regolari, di uno spazio che si modifica costantemente.

Cosa succederebbe se il pubblico fosse tutto attorno e mi circondasse, vicinissimo, ma io percepissi gli spettatori e le spettatrici distanti e irraggiungibili, perché isolata in questo spazio verde? Io appaio raggiungibile ai loro occhi?
Il tema dell’isola mi riporta a un senso di impossibilità di raggiungimento di luoghi e persone e quindi di fissità, ma che al tempo stesso risulta attraversata da un flusso instabile e in continuo movimento, che mi obbliga ad attuare una dinamica di adattamento costante. Una scomodità che mi porta a spostarmi per resistere a forze esterne. Ma si può resistere senza trattenere e piuttosto lasciando andare, permettendo al respiro di fluire?
Isola e radici. Ma dove sono le mie radici? Fuori o dentro di me?
Che tipo di suono emerge da questo sentire? Il loop sonoro di Superati i controlli potrebbe risultare contrastante rispetto al paesaggio, che tipo di ruolo avrebbe in questo contesto?
05/06/2026

Quando ritorno trovo tutto allo stesso posto e in un attimo mi trasformo in quelle bomboniere impolverate in vetrina a casa dei miei o nella ballerina roteante di un carillon. Sempre immobile, eppure in costante movimento. Per la prima volta, nonostante sia chiusa in quella scatola, la fissità di un punto nello spazio diventa una possibilità. Metto radici, divento albero, mi espando con rami decisi in ogni direzione. Da un solo punto posso generare un flusso, quasi meditativo, che mi permette di essere ovunque, pur rimanendo nello stesso posto.
21 – 22.06.2026
Qui potrebbe entrare in gioco Rodin, che torna a ispirarmi con la serie di statuine in terracotta “Movimenti di danza” e la sua capacità di fissare un movimento nella scultura. Infatti, attraverso i suoi “schizzi tridimensionali” cattura l’essenza, il ritmo e l’energia vitale del movimento stesso, rendendo le sue opere statuarie, ma al tempo stesso dinamiche.
Il mio corpo potrebbe esperire i volumi, attraversando le varie forme delle statue di Rodin (o di altre piccole statuine), come a voler cristallizzare quel momento lì, spinto dal desiderio di raggiungere qualsiasi punto dello spazio, stando comunque fermo sul posto.
La nuova ricerca, quindi, diventa un
continuum e allo stesso tempo focus
di una parte di “Superati i controlli”.
Come a voler porre la lente di
ingrandimento su un momento che
ha inizio dalla forma “accovacciata”
e che prenderà nuova vita.
Sopralluogo Parco della Caffarella, 23.06.2026
Più mi addentro nel parco, più ci si allontana dai rumori della città e mi sembra di approdare in una piccola oasi di pace, meno tranquilla di Villa Borghese certamente, ma pur sempre distante dal caos della capitale, al quale mi stavo abituando dopo sei giorni di soggiorno a Roma.
Il Parco è animato da innumerevoli presenze e per un attimo mi rendo conto che ogni passo, ogni micromovimento provoca rumore. Questo luogo ti restituisce immediatamente in forma di suono ogni spostamento, dal più intenso come il passo o la corsa, al più leggero come il movimento dell’erba secca al vento.
AUDIO 1
AUDIO 2
Camminando si aprono le grandi spianate, ma per via delle loro dimensioni considerevoli sento di non appartenere a questo spazio.
Quindi, proseguo, seguendo pedissequamente la mappa disegnata da Roberta, e mi ritrovo in uno spazio che riconosco e che avevo già adocchiato sin dalle prime riprese del parco.

Attivo un’altra registrazione audio e colgo un gruppo di bambini e bambine, proveniente dalla direzione opposta alla mia e che commenta la presenza di pecore nel campo vicino, con un accento romano che mi fa sorridere, riportandomi immediatamente al ricordo della gente al mercato in Sicilia. (Il secondo audio è una registrazione del mercato catanese, fatta durante il periodo di ricerca di Superati i controlli).
SCOLARESCA
MERCATO CATANIA
Queste due tracce audio, seppur riprendano due ambienti diversi, credo creino delle assonanze interessanti, ma soprattutto mi fanno rendere conto di quanto lo spazio all’esterno presenti delle dissolvenze del suono in entrata e in uscita totalmente naturali e spontanee.
L’albero caduto è notevolmente attraente, sia per le infinite possibilità di interazione che creano i rami e non solo, ma anche per la presenza di un calmo ruscello accanto. Ma credo spostino il focus della ricerca. Inoltre, facendo una rapida prova, a mio parere, questo spazio riporta nuovamente a una prospettiva più frontale, allontanandomi dall’idea di isola. Ha anche un terreno più scosceso, difficile da gestire sia per me, sia per chi osserva.
- ripresa video di una rapida improvvisazione, che rappresenta un tentativo di ascolto con l’ambiente circostante:
Le zone triangolari sono decisamente più in linea con l’idea che sta prendendo forma nella mia testa. Alludono a delle isole, con la possibilità che il pubblico stia attorno a me a 360°. Aprono maggiormente la visione e non chiudono; l’albero caduto rimane comunque presente, sullo sfondo, in secondo piano. Il terreno è più semplice da gestire danzando e mi permette di giocare con i livelli, ma soprattutto di attuare un moto rotatorio.
- altre riprese:
Dall’ultima ripresa, in termini di suono, mi piacerebbe estrapolare il canto delle cicale. Potrebbe diventare un sottofondo costante (e loop naturale) del pezzo? Dato che a ottobre potrebbe non essere cantato dal vivo?
AUDIO 3
AUDIO 4
- Suggestioni esterne: l’immagine della ballerina del carillon ha suscitato un possibile utilizzo del suo suono nella traccia completa del pezzo o addirittura la possibilità di far suonare questo piccolo strumento alle persone tra il pubblico, a loro piacimento. Ma questo creerebbe un ulteriore piano di ascolto, di percezione e di condivisione della presenza.
È una via da valutare e che non escludo a prescindere
(ammesso che si trovino dei carillon senza una melodia
standard e riconoscibile), perché sarebbe interessante
utilizzare una forma totalmente analogica per la trasmissione
del suono, in concomitanza ai suoni del luogo già presenti.





