Teatri di Vetro 16
L’indagine sui corpi del lavoro è impresa ambiziosa e in qualche modo sterminata. Dai lavori propriamente fisici a quelli intellettuali, dai lavori odiati a quelli amati, dai lavori salariati ai lavori a rischio economico personale, le tipologie sono infinite così come le reazioni a tali tipologie.
È il palcoscenico di un teatro, ma è anche una piazza nel centro o nella periferia di una città qualunque, è la piazza virtuale di internet, è la chat sul telefonino, sono i muretti o giardinetti in cui si siedono tutti i pomeriggi.
Miss Lala al Circo Fernando / In a room è una performance con protagonista Marigia Maggipinto, storica interprete della compagnia del Tanztheater di Wuppertal.
Matrice, ossia alla foce di se stessi. Il corpo come Mater, condizione generativa e trasformativa. Luogo attraversato e attraversabile, infinite le sue nature, indecifrabili i suoi sigilli.
Tratto dalla graphic novel di Mara Cerri e Chiara Lagani (Coconino press) su L’amica geniale di Elena Ferrante (edizioni e/o)
È l’occasione di ritornare sui materiali indagati, in qualche modo sui propri passi e su quelli condivisi con chi si è unito strada facendo rispetto ad una primaria sollecitazione alla visione.
Un progetto di studio sulla pratica performativa di Alessansda Cristiani
[parentesi] è un progetto che si serve della fotografia e della performance per raccontare un processo.
È il palcoscenico di un teatro, ma è anche una piazza nel centro o nella periferia di una città qualunque, è la piazza virtuale di internet, è la chat sul telefonino, sono i muretti o giardinetti in cui si siedono tutti i pomeriggi.
Partendo dall’interesse per la statua del Bernini, l’Estasi della Beata Ludovica Albertoni, dove la monaca si svuota, si assenta, lasciando il corpo inconsapevole delle sue forme, si è voluto applicare l’elevazione come principio fisico, lavorando sulle mezze punte.
Larva, Blatta e Sapiens sono tre figure e tre cornici. La prima figura nasce in una situazione pubblica, in un contesto da evento politico.
La danza nasce dalla necessità di mettere alla prova la tenuta del corpo, la sua capacità – dell’intero e del singolo arto – di reggere l’impatto.
È una danza crepuscolare che non riesce mai a trovare la consolazione di una fine se non nei termini in cui lo spettacolo deve iniziare e finire.
ff_fortissimo voleva essere un solo che è diventato un pas de deux.
Umlaut voleva essere un pas de deux che prendeva le sue radici dal precedente lavoro ff_fortissimo, ma è diventato un solo.
Incontrando giorni felici, un avvicinamento alla messa in scena, una tappa della ricerca, un primo passo verso la versione integrale del testo, una connessione tra il video diario e lo spettacolo teatrale finale in cui raccontiamo il nostro procedere e riprendiamo il lavoro interrotto.
Sapiens è l’autocombustione che disfa la figura, la scontorna, la spiuma e la denuda. Uno stato fisico che distrugge ogni armonia, ogni ortogonalità.
FABRICA 57770 è un’indagine che abbraccia la storia, che interroga lo spazio, spazio che determina i corpi che lo abitano, spazio che ha determinato il disegno coreografico.
Con i loro corpi, retti da fili e attraversati da un’asta di ferro dal cranio al bacino, i pupi tentano di rispecchiare l’essere umano tanto a livello strutturale quanto metaforico.
Apocatastasi mostra con il linguaggio del mito, e negando il principio di identità, l’immagine della nascita e della rinascita, la natura oscura di un processo di trasformazione continuamente in atto.
FABRICA 36100 porta con sé pezzi di storie personali e collettive, archivi di gesti, parole, suoni e immagini in una connessione che passa attraverso il corpo nella scena.
Gli angeli sono in caduta, come immortalati nel vuoto, per sempre ribelli, giovani e maledetti; l’urlo muto nei loro corpi scomposti grida glorioso e annichilito insieme.
La parte madeledetta viaggio ai confini del teatro è un ciclo di film-documentari – restituiti al pubblico in forma di conferenza spettacolo – dedicati a protagonisti dell’arte e della cultura che nel loro lavoro hanno messo in crisi il sistema delle distinzioni specialistiche delle varie discipline: le arti per la scena, la filosofia, l’idea stessa di performatività si rivelano così per quello che sono, una serie di rappresentazioni che interrogano senza compromessi il presente.
Sirens è una raccolta digitale di formazioni visive e composizioni sonore, la cui intensità fluttua in relazione all’andamento della recessione economica.
La metropoli dei mostri e dei supereroi. Un macro-organismo socio-culturale che assume le sembianze di Godzilla e dei vari supereroi.
La città come una departure lounge paranoica, un eterno check-in, un continuo transito condiviso, seppur solitario.
La città vista da lontano, la città sognata, la città idealizzata, la città che, una volta raggiunta, non è mai come l’avevi immaginata.
The Castle è un un luogo intimo, volubile ed evanescente. La danza che lo attraversa si genera dallo scheletro e dai fluidi e come tale scorre, passa, come il tempo.
Una performance costruita, interpretata e diretta da Teatrino Giullare Una produzione Teatrino Giullare
Un dialogo tra Mara Cerri, Chiara Lagani, Nadia Terranova a partire dal fumetto L’Amica geniale (Coconino Press)
A partire dalla visione dell’opera video 4 Canti che può essere considerata una tappa fondamentale del processo di creazione, di analisi del movimento e della relazione tra corpo, gesto e spazio, l’artista e lo studioso esplorano il processo artistico che ha portato alla realizzazione dello spettacolo I PUPI – Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori…, la creazione di una tecnica – non precostruita – di disantropomorfizzazione del corpo e di una sua pupo-morfizzazione, la relazione tra la creazione del proprio pupo da parte di ogni singolo danzatore e il carattere, la gestualità, i campi di gioco del relativo personaggio.
una lecture performance di DEHORS/AUDELA
APORIE. Il luogo delle passioni è l’interruzione, il suo spazio è l’intervallo e all’interno di esso l’evento è procrastinato e diviene quanto meno incerto.
una lecture performance di DEHORS/AUDELA
APORIE. Il luogo delle passioni è l’interruzione, il suo spazio è l’intervallo e all’interno di esso l’evento è procrastinato e diviene quanto meno incerto.
Apertura al pubblico del processo di studio e ricerca con i partecipant* al laboratorio
Volano senza ali, non hanno costrizioni, sono come gli uccelli, vedono oltre, danno suggerimenti. Fanno il salto ad ostacoli. Si aggrappano dondolando gli uni con gli altri, si lasciano cadere per recuperare, si iniettano volgarità per dissimulare il presente, hanno un forte istinto di conservazione. Cantano per mettere in musica la loro vita. Sanno che il tempo non dura tutto il tempo.
Chiara Frigo torna a Tuscania nell’ambito di Trasmissioni con il progetto Matrioska, uno spazio di ricerca che attraversa i temi della memoria e dell’archivio e che verrà sviluppato grazie all’incontro con la comunità locale.
Chiara Frigo torna a Tuscania nell’ambito di Trasmissioni con il progetto Matrioska, uno spazio di ricerca che attraversa i temi della memoria e dell’archivio e che verrà sviluppato grazie all’incontro con la comunità locale.
Una riflessione agita su come il corpo si relaziona con lo spazio ed il tempo, l’ immobilità e la mobilità. Lo spazio diventa luogo vissuto che in quanto vissuto non puo’ che essere artificioso e complesso. Come delineare la presenza piena ed abitata da personaggi che vivono l’attesa e che devono rapportarsi con l’ urgenza del fare o con la pienezza dell’aspettare.