Corre. Corre. Corre.
E il corpo si carica di molte voci. L’attrito sul terreno si fa attrito tra aspettativa e vulnerabilità, tra norma e singolarità. Corre, e ogni respiro dà luogo al disallineamento.
RN
HOLD THE TRACK utilizza lo sport come lente per indagare la pressione della performance e le aspettative che gravano sui giovani. In un’unica lunga inquadratura, una giovane donna corre seguendo una partitura coreografica mentre dà voce a un monologo costruito a partire dalle testimonianze di ragazzi di Roubaix. Il film mette in tensione l’ideale irraggiungibile dell’efficienza con la fragilità, l’umiltà e le singolarità che emergono quando i modelli sociali diventano impossibili da sostenere.
HOLD THE TRACK uses sport as a lens to explore the pressures of performance and the expectations placed on young people. Filmed in a single continuous shot, the work follows a young woman running through a choreographed sequence while delivering a multi‑voiced monologue shaped from testimonies of young men in Roubaix. The film contrasts the unattainable ideal of efficiency with the fragility, humility and individuality that emerge when social models become impossible to uphold.




