Non sono necessarie le didascalie, le semiosi illustrate, gli architravi di segni; VOCE è una danza che si compone grazie a un corpo che mette in campo la sua esperienza prismatica di mondo, é la possibilità itinerante di abitare gli spazi della città, con un’indagine sul corpo come spazio di confine e ponte verso i margini, di cui riscrive i tratti. Chi assiste percorre i bordi dei luoghi, in una dimensione che evoca e si nutre di memorie e atmosfere, in cui il corpo si fa danza: testimonianza di una presenza indocile, inquietante soggettività in movimento. Le città sono paesaggi psichici, composti di vuoti, di possibilità frustrate, di ingiustizie reiterate. Abitarne gli spazi liminali significa tracciare nuovi vortici e illuminarne gli anfratti.
Versione urbana del progetto No Caption Needed.
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