Draunara – studio per Zolla è una performance in solo che si sposta dallo spazio teatrale al paesaggio naturale, rinunciando alla musica per affidarsi unicamente al corpo. Al centro vi è il mito siciliano della “draunara”, tromba marina figurata come drago distruttore: l’archetipo
dell’ingovernabile e il bisogno atavico di dare forma a ciò che sovrasta la ragione. Questa ricerca sull’immagine adotta la prospettiva cinematografica del campo lungo, trasformando la distanza in dispositivo ottico e concettuale. In una totale perdita di coordinate, il corpo attraversa uno stato che tenta di confondersi, dissolversi e svanire nell’ambiente, per poi riaffiorare in un contesto vivo e continuamente attraversato da altro. L’azione diviene così una “sparizione visibile”: un rito solitario che riattualizza il mito per interrogare la vulnerabilità umana e il dialogo instabile tra presenza, vuoto e natura.
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