Il progetto nasce dall’esigenza di indagare il trapasso e il lutto: la trasformazione nella separazione visibile e nell’unità invisibile.
Il “bianco” del titolo è fulcro tematico e simbolico, stato-limine tra vita e morte: sudario, pallore, luce di rinascita e somma delle frequenze del dolore.
Il lavoro è in fase di stesura di intuizioni e indagini a partire dal corpo.
La “poetica della povertà” di memoria francescana guiderà il corpo nell’essenzialità di materia vibrante, spogliata del superfluo per avvicinarsi all’autentico ‘essere’ in azione.
Si esploreranno dinamiche energetiche per aprire aree del ‘sottile’, muovendo il rapporto di pesi tra stati di “gravità” rituali ed esistenziali. Nella visione del lutto come processo dinamico, alcuni principi di geometria frattale faranno da mappa: il dolore è forma porosa complessa, dal micro-movimento alla macro-struttura ai sistemi.
Biografia
Il progetto è realizzato grazie al sostegno dell’ATCL




