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Teatri di Vetro, 20 anni di pratiche e di pensiero.
Differenza e ripetizione.

Tra il vissuto appena vissuto, il presente delle operatività e gli spazi di futuro immaginati che premono, negli atelier fisici e mentali si accumulano riflessioni accanto a libri spalancati, gesti sospesi accanto a liste di cose da fare.

Così, in una porzione della mappa, c'è settembre, atterrato in tavoli di ricerca, comunità temporanee, taccuini di lavoro, nuove domande. Nell'altra, un ottobre che lo segue, con le sue immersioni nella ricerca e i molti momenti di emersione pubblica. Ripercorrendo a tratti le tracce del passato e rivendicando tutta la propria differenza.

Intorno a noi la costellazione di processi e accadimenti prende forma, si modifica, si espande. Cerchiamo di orientarci guardando le stelle.

Ogni atto, ogni gesto, ogni tempo slitta verso il centro della mappa. Fino a quando esistono solo centri e nessuna periferia in quella che, più che una programmazione, è una geografia in movimento fatta di coordinate temporanee e appuntamenti fissati.

Tra Trasmissioni, che apre i propri percorsi di lavoro a Tuscania e restituisce pubblicamente domande, pratiche e attraversamenti; ZOLLA, che arriva finalmente all'incontro con spettatori e spettatrici; .MOV, che prosegue il proprio viaggio con gli appuntamenti dedicati ai più giovani e con una serata speciale; e Composizioni, che continua a generare nuove possibilità di partecipazione progettando call, seminari e cantieri di lavoro, continuiamo a oscillare.

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trasmissioni, metodologie, pratiche, attraversamenti
Dal 29 settembre al 4 ottobre Tuscania torna a essere il nostro centro operativo.
Tre coreografe e tre progetti di ricerca: Ilenia Romano con Nel bianco, Paola Bianchi con pathosmells e Lucia Guarino con Contengo moltitudini – azioni liminali attivano una settimana di ricerca, trasmissione e confronto.

Non una successione di laboratori, ma un campo condiviso in cui osservare cosa accade quando una pratica viene abitata da altre sensibilità, altre memorie, altre presenze. La trasmissione smette così di riguardare esclusivamente il passaggio di pratiche da un soggetto a un altro e diventa una modalità più ampia di circolazione del sapere all’interno di un ecosistema. Ogni pratica, infatti, non trasmette soltanto un sapere. Trasmette una visione del mondo, una politica del corpo, una modalità di relazione, un modo di produrre conoscenza e immaginazione condivisa.

Vi aspettiamo a Tuscania nelle giornate pubbliche di apertura: il 3 ottobre con le aperture dei processi di lavoro e il
4 ottobre con la tavola rotonda conclusiva.

Trasmissioni compie quest'anno dieci anni. Nato nel 2017 come uno dei piani operativi di Teatri di Vetro, il progetto ha costruito nel tempo uno spazio dedicato alle metodologie di trasmissione delle pratiche corporee e coreografiche, osservate a partire dai processi concreti della creazione artistica.

Per celebrare questo attraversamento decennale nasce l'Atlante delle pratiche, una fanzine costruita con i testi delle artiste e degli artisti che hanno abitato Trasmissioni. Non un archivio storico né una raccolta testimoniale, ma un insieme di materiali operativi lasciati in consegna al futuro: esercizi, deviazioni, dubbi, intuizioni, principi compositivi, protocolli di lavoro, fallimenti produttivi e scoperte inattese. Una mappa di pratiche, un foglio di lavoro da portare in sala e interrogare per generare nuove domande. Presto la pubblicazione!

Per chi desidera approfondire il percorso di questi dieci anni, Roberta Nicolai ha dedicato a Trasmissioni il testo Dieci anni di pratiche, trasmissioni, eredità e corpi in relazione, disponibile cliccando qui.


Scopri il programma


zolla, ecoestetiche del corpo nel paesaggio
Dopo mesi di incontri, sopralluoghi, dialoghi e riflessioni condivise, ZOLLA arriva al momento dell'incontro con gli spettatori e le spettatrici.

Nata come nuovo piano operativo di Teatri di Vetro, ZOLLA ha accompagnato un gruppo di giovani autrici e autori in un processo di riscrittura delle proprie opere all'interno dello spazio naturale.

Non si è trattato di adattare lavori esistenti a uno spazio aperto, ma di comprendere come il paesaggio possa modificare la composizione stessa: il modo di guardare, ascoltare, sostare, attraversare.

In questi mesi ci siamo interrogati sulla distanza e sulla prossimità, sulle apparizioni e sulle sparizioni, sulle geometrie invisibili generate da sentieri, alberi, rovine, corsi d'acqua. Abbiamo osservato il paesaggio come una possibile drammaturgia.

Dal 15 al 18 ottobre al Parco delle Caffarella questo percorso prende forma pubblica: Michael Incarbone con Draunara, Giulia Cannas con Voce, Erica Meucci con Nel tempo del serpente, Sara Capanna e Barbara Carulli con ONE, TWO, THROUGH, Claudio Larena con Spinte e Simona Puglisi con Superati i controlli.

Le opere mantengono la propria autonomia poetica, ma condividono un terreno comune di domande e una scelta precisa: alleggerire gli apparati, ridurre il disturbo, lasciare che il corpo performativo incontri le presenze già esistenti del luogo: vento, foglie, terra, uccelli, passanti.

Più che assistere a una successione di spettacoli, gli spettatori sono invitati a un attraversamento. Un itinerario di incontri e presenze. Una zolla, appunto. Piccola porzione di terreno. Frammento di paesaggio. Unità minima di un ecosistema più grande.


Scopri il programma


.mov, il viaggio continua
Se la quarta edizione di .MOV si è condensata a luglio, il suo percorso continua ad attraversare luoghi e comunità differenti.

Il 9 ottobre presso MICRO 104: Disegna la danza, un laboratorio gratuito dedicato ai bambini tra gli 8 e i 12 anni per immaginare e tradurre il movimento attraverso il disegno e l'osservazione. Il 10 ottobre, alla Biblioteca Nelson Mandela: .MOV KIDS con un nuovo appuntamento che continua a interrogare il rapporto tra sguardo, immagine e movimento attraverso la partecipazione attiva di bambini e bambine. Sono ancora aperte le iscrizioni per entrambi i laboratori! Per maggiori informazioni e iscrizioni scrivere a promozione@triangoloscalenoteatro.it.

Il 25 ottobre alle 18,00 al Teatro Biblioteca Quarticciolo arriva un appuntamento speciale: la proiezione di Forêt, film diretto da Evi Cats e nato dall'omonimo progetto coreografico di Anne Teresa De Keersmaeker e Némo Flouret.

Girato negli spazi del Musée du Louvre, il film segue undici danzatori nell'attraversamento delle gallerie del museo, attivando un dialogo con opere di Giotto, Leonardo da Vinci, Jacques-Louis David e Théodore Géricault. Tra danza, architettura e immagine in movimento, Forêt esplora le soglie tra visione e presenza, tra opera e spettatore, interrogando il museo come dispositivo di costruzione dello sguardo.
La proiezione sarà introdotta da Giacomo Ravesi, studioso e ricercatore che da anni si occupa dei rapporti tra cinema, arti performative e immagine contemporanea.

L'evento è gratuito con prenotazione obbligatoria scrivendo a promozione@triangoloscalenoteatro.it.


Prenota il tuo posto!


composizioni, partecipazione come campo di ricerca
Composizioni prosegue il suo cammino verso le date di dicembre al Teatro del Lido di Ostia. Sono online le chiamate pubbliche di partecipazione a due dei progetti di questa edizione:

MIT è il progetto partecipativo ideato dal coreografo Gennaro Lauro che invita cittadine e cittadini di ogni età, esperienza e provenienza a prendere parte a un percorso di ricerca e composizione collettiva.
I partecipanti saranno coinvolti in una serie di incontri laboratoriali dedicati al movimento, all'ascolto e alla costruzione condivisa di una danza che ancora non esiste. Un processo aperto che non richiede alcuna esperienza precedente nella danza o nelle arti performative, ma soltanto disponibilità a condividere tempo, presenza e immaginazione.

Periodo dal 2 al 6 dicembre - Teatro del Lido di Ostia
Scadenza invio candidature 25 novembre
Testo completo della call


I muri raccontano è l'invito ai cittadini e alle cittadine di Ostia di Spartenza Teatro alla contemplazione attiva: a osservare, ascoltare, danzare e raccontare i muri della propria città.

La call chiede di dare voce ai muri che la compagnia ha condiviso o ad altri muri di Ostia inviando un vocale. Le storie raccolte porteranno alla creazione di un’azione performativa sul territorio il 6 dicembre al Teatro del Lido di Ostia.

Scadenza invio contributi 30 novembre
Testo completo della call


Maggiori dettagli




cosa ci siamo appena lasciati alle spalle?
A settembre abbiamo vissuto all’interno delle prime comunità temporanee di Composizioni.

A MICRO 104, attorno alle domande de Le Lingue dei Muri, Sofia Abbati e Andrea Milano hanno incontrato Margherita Silvestro, Bianca Caldonazzo, Lucia Guarino, Simone Zambelli e Cinzia Sità, Flavia Gramaccioni, Francesca Sorice, Michele Ermini, Elisa Bellu, Leonardo Ceccucci, insieme alle uditrici Sofia Ludovica Tangreda, Sara Giannelli e Chiara De Angelis. Un tavolo di ricerca in cui figure artistiche dissimili tra di loro hanno aperto traiettorie, visioni. Il tempo servirà per riprocessare quanto seminato fino alla restituzione pubblica di dicembre.

Nella Pineta di Castel Fusano, Playground #Ostia ha convocato bambini, anziani e performer attorno a una pratica condivisa, trasformando il paesaggio in un campo di gioco, di relazione e di immaginazione. Qui alcune riflessioni sul progetto.


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