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Ricordo un ragazzo.
Si faceva chiamare Vingt.
Aveva vent’anni.
Troppo più grande di me che ne avevo solo tredici.
Nessuna possibilità di interazione da parte mia. Se non un’ammirazione unidirezionale.
Nella memoria si confondono goffaggini a diversi livelli di follia e la sensazione chiara di essere totalmente invisibile.
Vingt!
Così tanta vita, così tanta esperienza!
Cosa c’era dietro le tue parole, i racconti da capogiro?
Sicuramente la Francia. Forse Parigi.
Io sapevo che era la capitale e c’era la Torre Eiffel. E che era fuori. Fuori dalla mia portata.
Vent’anni.
Non sono uno scherzo.
7360 giorni, più i bisestili. 175.200 ore, più i bisestili.
Se poi andiamo ai minuti non ne usciamo più.
Ci sono voluti 7360 giorni (più i bisestili) per arrivare fin qui.
Vent’anni per rendersi conto che era solo un fondale dipinto?
Beh, no. Forse dopo una carambola di fallimenti, già guardando Vingt che si atteggiava a grande davanti ad una ragazzina devo aver attivato un moto di indifferenza. Devo aver pensato che ci si può anche conoscere e incontrare – tra dissimili certo - senza costruire vetrine.
Così, ciao Vingt. Nessun rancore.
Anche noi adesso abbiamo vent’anni.
Quel fondale dipinto deve essere andato via via in pezzi.
Strappato, nel tempo, da una ricerca inarrestabile.
Ora siamo qui, davanti ai suoi brandelli.
Cerchiamo ancora e tentiamo di guardare oltre.
Roberta Nicolai
Teatri di Vetro.
Vent'anni di pratiche e di pensiero che oggi si manifestano non come un festival ma come un organismo in movimento. Non una forma preordinata, ma una costellazione di processi che prendono consistenza attraversandoli.
Ad agosto abbiamo indicato alcuni territori di lavoro, condiviso inviti e dichiarato prospettive. Oggi entriamo nel tempo del fare. Le pratiche si attivano, le piccole comunità temporanee prendono corpo attorno all’oggetto di un seminario, un laboratorio, un progetto di partecipazione, artisti e artiste si incontrano attorno ai processi.
In questa newsletter entriamo nel vivo di alcuni di questi attraversamenti: le prime azioni pubbliche di Composizioni, gli ultimi giorni per candidarsi alle pratiche di Trasmissioni, le nuove tracce di ZOLLA, gli sviluppi di .MOV e alcune segnalazioni che accompagnano il percorso degli artisti e delle artiste che abitano la nostra ricerca.
Scorrete T per scoprire tutti gli appuntamenti, i dettagli e le opencall ancora aperte.
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composizioni, partecipazione come campo di ricerca |
Composizioni, al Teatro del Lido di Ostia, costruisce uno spazio in cui arte, territorio e comunità si incontrano e si trasformano reciprocamente. Non una rassegna di eventi, ma processi che attraversano il tempo, coinvolgendo cittadini, artisti, bambini, anziani, studenti e comunità interculturali, facendo della partecipazione una pratica artistica e della relazione una materia di creazione.
L’edizione 2026 riunisce cinque percorsi che abitano le soglie tra scena e vita: un atlante poetico dei muri di Ostia, una compagnia temporanea di bambini e anziani, una ricerca attorno all'opera di Forugh Farrokhzad e alle esperienze di migrazione e appartenenza, una danza collettiva che interroga il concetto di tradizione e un'indagine sul lungomare come dispositivo di visione e ascolto.
Un lungo percorso che ci accompagnerà fino a dicembre di cui già a settembre prendono vita i primi movimenti. Per chi desidera approfondire, Roberta Nicolai ha dedicato a Composizioni un testo disponibile. Leggetelo qui.
Le Lingue dei Muri è il seminario di ricerca con Spartenza Teatro (Sofia Abbati e Andrea Milano). Il 18 settembre presso MICRO 104, prende avvio la seconda fase di ricerca di Le Lingue dei Muri, progetto della compagnia sviluppato all'interno di Composizioni.
Al centro, un archivio di superfici fotografate negli ultimi dieci anni: muri erosi, cancellati, stratificati che, osservati a lungo, si trasformano in scritture, partiture, paesaggi, corpi.
Il seminario si rivolge ad artisti e ricercatori provenienti da discipline differenti e apre un'indagine sul rapporto tra immagine, memoria, linguaggio, corpo e paesaggio. Un processo che proseguirà a dicembre con una fase di residenza e creazione al Teatro del Lido.
Data 18 settembre, dalle 15,00 alle 20,00 - MICRO 104
Ultimi giorni per candidarsi
Scadenza invio candidature 10 settembre
Testo completo della call
Playground #Ostia, una comunità danzante è il progetto partecipativo di Operabianco che invita bambini, anziani e performer a condividere una pratica coreografica comune.
Ispirato ai Giochi di bambini di Bruegel, il laboratorio costruisce una comunità temporanea in cui generazioni differenti si incontrano attraverso il movimento, il gioco e l'immaginazione.
Una pratica che interroga la danza non come rappresentazione, ma come possibilità concreta di gesto artistico in dialogo con il paesaggio. Il laboratorio si terrà a Ostia dal 22 al 27 settembre, la partecipazione è gratuita e non serve esperienza. È prevista un'apertura pubblica il 27 settembre nella Pineta di Castel Fusano.
Periodo Dal 22 al 27 settembre, Ostia
Ultimi giorni per candidarsi
Scadenza invio candidature 15 settembre
Testo completo della call
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Maggiori dettagli |
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trasmissioni, metodologie, pratiche, attraversamenti |
Dieci anni di pratiche, trasmissioni e corpi in relazione.
Nel 2026 Trasmissioni compie dieci anni.
Nata nel 2017 come una delle sezioni progettuali di Teatri di Vetro, Trasmissioni ha rappresentato fin dall'inizio uno spazio specifico di osservazione e sperimentazione dedicato alle metodologie di trasmissione delle pratiche corporee e coreografiche, affrontate a partire da concreti percorsi di ricerca artistica.
Il titolo stesso del progetto ne ha, da sempre, dichiarato il campo di indagine.
Dal 29 settembre al 4 ottobre, grazie al sostegno di ATCL, Ilenia Romano con Nel bianco, Paola Bianchi con pathosmells e Lucia Guarino con Contengo moltitudini – azioni liminali, portano avanti la loro ricerca interrogandoci su cosa accade quando una pratica viene condivisa, trasmessa, trasformata da altri corpi.
Le giornate di apertura pubblica saranno il 3 e 4 ottobre a Tuscania (VT).
Per chi desidera approfondire, Roberta Nicolai ha dedicato a Trasmissioni un testo disponibile. Leggetelo qui.
Sono gli ultimi giorni per candidarsi a Contengo Moltitudini: azioni liminali, il laboratorio di ricerca sul movimento con Lucia Guarino che, a partire dall'universo di Pulcinella e dalla sua natura ambigua, porosa e trasformativa, invita performer e danzatori ad abitare uno spazio di ricerca in cui il gesto abbandona il virtuosismo per interrogare la presenza, la memoria, l'immaginazione e l'urgenza dell'esserci.
Periodo Dal 29 settembre al 4 ottobre, Tuscania
Scadenza invio candidature 15 settembre
Testo completo della call
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Scopri l'opencall |
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.mov, il viaggio continua |
A ottobre torneranno gli appuntamenti di .MOV KIDS presso la Biblioteca Nelson Mandela e a MICRO 104, mentre al Teatro Biblioteca Quarticciolo prenderà forma un evento speciale che annunceremo nelle prossime settimane.
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zolla, ecoestetiche del corpo nel paesaggio |
Intanto ZOLLA prosegue il suo cammino nel paesaggio.
Artisti e artiste stanno attraversando il Parco della Caffarella, producendo materiali, derive, osservazioni e processi che iniziano ad affiorare nel DIARIO. Le opere si confrontano sempre più radicalmente con la sottrazione degli apparati scenici e dei supporti tecnici, affidando alla relazione tra corpi, ambiente e presenza la costruzione dell'esperienza.
Le prime tracce di questo percorso sono già disponibili e continueranno ad accompagnarci nei prossimi mesi, in avvicinamento alle azioni performative di ottobre.
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la ricerca altrove |
L'11 e 12 settembre appuntamento con Che cosa può un corpo?, un itinerario performativo negli spazi di Casa Motus a San Giovanni in Marignano (RN). Due giornate dedicate al corpo come luogo di esperienza e relazione.
Un progetto di PinDoc con la curatela artistica di Roberta Nicolai con Paola Bianchi e Stefano Murgia, Alessandra Cristiani, Michael Incarbone ed Edoardo Maria Bellucci / Filippo Lilli, Ilenia Romano e Giacomo Piermatti, Operabianco, autprodis e Ivan Fantini
Annusa i fiori finché puoi il
13 settembre. Una giornata per incontrarsi, attraversare linguaggi, condividere pratiche e domande e intessuta di performance, danza, parole, visioni sul futuro, ricerca e convivialità: un piccolo ecosistema indipendente che prende forma a Casa Motus.
Dal 15 al 19 settembre Iniziano le riprese di Tre variazioni per un infinito. Tra Napoli e Salerno, Mariella Celia, Ivan Macera e Ivan Gasbarrini abitano luoghi e visioni che diventeranno materia cinematografica. Prodotto dalla Fondazione Alfonso Gatto, il progetto si articolerà negli spazi della soffitta del Teatro Bellini, dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli e nel retropalco del Teatro Verdi di Salerno. Auguriamo buon lavoro a tutta la squadra artistica coinvolta nel progetto.
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