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Guardo.
C’è un corpo. Poi due. Poi molti.
C’è un paesaggio. Poi un edificio. Una casa.
C’è una linea. Poi una frequenza. Un’intensità che si fa ritmo.
C’è una lotta. Un’ingiustizia. Un sopruso.
O una memoria che viene dal passato, a volte dal futuro.

C’è sempre un resto.
Quello che la parola non sa dire, ma il corpo sa già.
Quello che non si riesce a contenere non si può addomesticare, e così crea il suo fuori. Quello che resta impensato. Ed è per questo che accade.

E forse è solo per quel sapore — che i sensi avvertono come vertigine — che guardo.
E forse è solo perché guardo che invito a guardare.
(Roberta Nicolai)

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Dal 15 al 18 luglio torna a Roma, a Villa Lais, .MOV, il nostro progetto dedicato alle forme contemporanee della videodanza internazionale. Per la sua quarta edizione, il Festival si configura come uno spazio aperto di visione e attraversamento, in cui cinema, danza e pratiche del corpo si intrecciano in un territorio in continua trasformazione.

Le proiezioni si tengono nell’anfiteatro di Villa Lais, trasformato per l’occasione in un’arena accessibile gratuitamente a un pubblico ampio e trasversale con film da: Italia, Germania, Paesi Bassi, Finlandia, Polonia, Belgio, Spagna, Francia, Portogallo, Svizzera/Colombia, South Korea, USA, Malesia/Singapore, Francia/USA, Cina, Iran, Côte d'Ivoire, Messico e India.

Vi ricordiamo che è online l'opencall per il seminario Corporeità performativa, screendance e condizioni di visione, la due giorni intensiva di .MOV rivolta ad artisti e artiste della scena, videomaker e video artist, interessati a lavorare su progetti in fieri — performativi, filmici o ibridi.

Scoprite i dettagli e il programma completo scorrendo T!

Hanno preso avvio i lavori per ZOLLA, una nuova sezione di Teatri di Vetro che coinvolge cinque giovani coreografe e coreografi impegnati nella riscrittura site specific di propri lavori di danza. Un percorso lungo, fatto di attraversamenti, restituzioni, materiali e tracce che condivideremo nel corso dei mesi, fino alla sua realizzazione performativa prevista per ottobre.

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Ci vediamo a Villa Lais a luglio!
Nel frattempo buona lettura della T di questo mese.


Per gli aggiornamenti sulle attività di Triangolo Scaleno Teatro: Facebook e Instagram.
Per gli aggiornamenti sulle attività di Teatri di Vetro: Facebook e Instagram.



una molteplicità di corpi, una pluralità di visioni
La quarta edizione di .MOV si apre su una molteplicità irriducibile: una costellazione di pratiche, visioni e corpi che abitano la soglia tra visibile e invisibile, tra gesto e sottogesto, tra ciò che accade e ciò che resta latente.

Le opere in programma – provenienti da contesti geografici e culturali diversi – danno forma a un campo di forze concreto e articolato. In Inhale e Bailaora, il corpo si fa luogo di resistenza: sospeso, trattenuto o attraversato da una forza vitale che emerge anche nelle condizioni più estreme. In What Remains, la memoria prende forma nel corpo, disposto sul confine tra inizio e fine; in Winterreise, il movimento si deposita come processo silenzioso, trasformazione che accade passo dopo passo.

Altri lavori interrogano le dimensioni collettive del gesto. In Hold the Track, il corpo è attraversato da molte voci; in Drenched, il movimento si apre a una vibrazione condivisa. In Flores del otro patio e Hidden Steps, la danza diventa pratica di riemersione culturale e politica, gesto che riattiva lingue, memorie, comunità.

Il rapporto tra corpo e ambiente si articola in molte forme: in Buen Camino il paesaggio si offre come spazio di attraversamento interiore; in The Brutalist Death of a Brutalist Parrot, il corpo si misura con la rigidità dell’architettura; in Spettri Cromatici, la tecnologia altera la percezione stessa del corpo, che si dissolve in flusso termico e presenza spettrale.

Altre traiettorie attraversano il tempo come materia coreografica. In No Longer / Not Yet e Everything is Right Before, l’attenzione si concentra sull’attesa, sul momento prima del gesto. In Does Your Heart Pound Like Mine e Veins of Grace, il ritmo si fa memoria incarnata e processo di trasmissione.

La screendance si configura così non come un genere, ma come un territorio poroso, in continua trasformazione, in cui cinema, danza e linguaggi audiovisivi si attraversano senza gerarchie.

Nel flusso delle serate, la visione si costruisce film dopo film, in una continuità fatta di risonanze e slittamenti. .MOV invita a sostare nelle interruzioni, nelle tensioni, negli scarti: lì dove il senso non è dato una volta per tutte, ma si genera nel tempo della visione.

.MOV Frame
Accanto alle proiezioni, la quarta edizione introduce una linea di quattro incontri brevi che accompagnano le serate. Un formato agile, costruito come una sequenza editoriale – panorama, focus, speciale, conversazione – pensato per orientare lo sguardo senza chiuderlo, offrendo strumenti essenziali per entrare nella visione.


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Il progetto, con la direzione artistica di Roberta Nicolai e a cura di Triangolo Scaleno in collaborazione con Augenblick, è promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura ed è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura e con il Patrocinio del VII Municipio.

Programma dettagliato


opencall .mov
È online l'opencall per il seminario Corporeità performativa, screendance e condizioni di visione, la due giorni intensiva a Villa Lais rivolta ad artisti e artiste della scena, videomaker e video artist, interessati a lavorare su progetti in fieri — performativi, filmici o ibridi.

l seminario si configura come uno spazio di ricerca condiviso, pensato per accogliere e mettere in relazione pratiche performative, audiovisive e ibride nel momento delicato e generativo del pre‑scenico e del pre‑filmico.
Non un laboratorio dimostrativo né un percorso formativo verticale, ma un dispositivo di confronto orizzontale, in cui la centralità è affidata ai processi artistici portati dai partecipanti. Un luogo di ascolto, attraversamento e interrogazione dei progetti, nel quale la parola, il tempo e la responsabilità del discorso sono affidati anzitutto agli artisti e alle artiste coinvolti/e.

Periodo il 15 e il 16 luglio
Scadenza iscrizioni 30 giugno
Maggiori dettagli


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Per maggiori informazioni scrivete a promozione@triangoloscalenoteatro.it o chiamate il +39 339 2824889


Scopri l'opencall


.mov in breve per camilla
Dove Villa Lais, Roma
Quando dal 15 al 18 luglio
Cosa
Proiezioni di film di videodanza
Come gratuito

Ti aspettiamo Camilla!




cronaca della prima riunione
Ragioniamo osservando le riprese del Parco della Caffarella.
Le immagini sono instabili, mosse, attraversate dal cammino: non restituiscono un luogo definito ma già una condizione – quella del movimento, dello sguardo che cerca, delle possibilità che emergono mentre si attraversa.

Da qui si apre il lavoro.

ZOLLA prende forma come un passaggio: dal teatro allo spazio pubblico, e da lì a un paesaggio naturale, più aperto, non addomesticabile. Il parco non è uno sfondo ma una condizione che modifica la percezione: la distanza, la prossimità, il tempo dell’accadere, la possibilità che qualcosa appaia e scompaia senza essere previsto. Non c’è un centro stabile, non c’è una frontalità data. La relazione tra performer e spettatore è da ridefinire ogni volta.

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ZOLLA è una progettualità dedicata alla creazione coreografica under 35 e sostenuta dal Bando SIAE – Per Chi Crea. È un cantiere di ricerca artistica che intreccia danza contemporanea, pratiche site-specific e pensiero ecologico, mettendo il corpo in dialogo con il paesaggio naturale del Parco della Caffarella a Roma.

In programma ad ottobre una staffetta performativa, con gli studi di: Sara Capanna e Barbara Carulli, Erica Meucci, Michael Incarbone, Giulia Cannas, Simona Puglisi, Claudio Larena.

ZOLLA sostiene le nuove generazioni artistiche, promuove pratiche sostenibili e una visione della danza come atto relazionale e politico. Un invito ad abitare il paesaggio.

Il percorso di ZOLLA prosegue con la seconda sessione il 24 giugno e vedrà la partecipazione di Paola Bianchi, invitata a condividere la sua esperienza artistica nella creazione coreografica in relazione al paesaggio e all’ambiente naturale.

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