Chi Siamo

 

 
 

IL DECIMO GRADO

 

 

L’1 è in potenza. Un seme, un inizio.

Tutto ancora da farsi. Tutto in prospettiva.

 

Il 2 accumula. Desideri, forze, idee, sentimenti.

Si prepara all’azione.

 

Il 3 è uno scoppio, un’esplosione.

Senza esperienza, senza finalità esatte.

 

Il 4 è stabile.

Poggia sulla chiarezza degli strumenti. Padrone della vita materiale.

 

Il 5 è il ponte.

Vede un ideale. Lancia oltre e porta altrove.

 

Il 6 è infinita meraviglia.

Il piacere di fare senza calcolo, senza compromessi.

 

Il 7, la forte azione sul mondo.

L’esperienza ha individuato l’obiettivo.

 

L’8 è perfetto equilibrio tra ricettività e proposta.

Uno stato che non si può migliorare.

 

Il 9 è la crisi, il passaggio verso l’ignoto.

L’unica evoluzione possibile.

 

Il 10.

La totalità compiuta. La fine di un ciclo.

È lei che rende possibile un nuovo inizio.

 

 

Breve annotazione

 

Dieci anni di infinito stupore.

Contro ogni previsione, il progetto si è fatto spazio di esperienza, interprete di una realtà dispersa. Ne ha interrogato i frammenti, le cifre, gli emblemi. Ha osservato le sue tessere, le ha lette tanto più significanti quanto più distanti, tra loro e dall’insieme. Pluralità dei linguaggi.

Non si è arreso a tendenze. Ha rilanciato la strategia della contemplazione. E intanto ha edificato le mura, in assi e mattoni, che rendono effettiva la realizzazione di un festival.

Ha sostato sui limiti, sui confini, si è nutrito del caotico, dell’errante, ha osservato i fenomeni e l’architettura che li contiene. Ha tentato di salvarli. Dallo spreco, dalla dispersione, dal consumo.

Ha seguito il ritmo del respiro. Respiro non continuo, non progressivo, non lineare. Organismo tra organismi, ha tratto slancio dal suo stesso frammentarsi.

 

Senza questa danza, senza questa perdita incessante di energia con tanto di ciò che è all’esterno, la scena contemporanea, per me, è semplicemente inimmaginabile.

 

 

Roberta Nicolai

Fun Supersized